Dobbiamo anzitutto riconoscere che il conciliarismo fu uno dei grandi errori storici commessi nella vita della Chiesa; possiamo pertanto definirlo, insieme a Riboldi nel Dizionario storico curato da Chiocchetta, come “un errore ecclesiologico”.
Questo movimento nacque all’interno della Chiesa cattolica durante il Medioevo e consisteva, essenzialmente, nel riconoscere a un concilio generale della Chiesa un’autorità superiore a quella del Sommo Pontefice, fino a prevederne la possibile deposizione. Il conciliarismo ebbe origine tra il XII e il XIII secolo, ma si sviluppò pienamente nel contesto del grande scisma d’Occidente (1378-1417), che divise la Chiesa tra i sostenitori del papa di Roma e quelli del papa di Avignone.
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Presentazione del volume

Introduzione
Il testo che ci apprestiamo ad analizzare è stato scritto da Gustave Bardy, noto autore vissuto tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, grande studioso di patrologia, originario della Francia. Nel 1946, egli dedica uno dei suoi scritti al tema che prenderemo in esame: La conversione al cristianesimo nei primi secoli. Prima di descriverne la struttura, possiamo iniziare riportando l’incipit dell’opera, che offre anche il dato di partenza del ragionamento:
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Triduo di San Giuseppe
Riflessione del terzo giorno – 18 marzo 2006
Siamo giunti alla fine del nostro percorso, breve ma, spero, ricco.
Giuseppe è un padre attento e premuroso nei confronti del figlio. Infatti, dovendo andare con Maria a Gerusalemme per la festa di Pasqua, porta con sé il figlio Gesù, che – come abbiamo ascoltato dal Vangelo – è un adolescente: ha appena dodici anni.
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Triduo di San Giuseppe
Riflessione del secondo giorno – 17 marzo 2006
Ieri abbiamo riflettuto sulla giustizia e sul timor di Dio che caratterizzano la figura di Giuseppe. Oggi, invece, il Vangelo di Luca ci ha presentato uno dei doveri che Giuseppe è chiamato a compiere: recarsi al censimento. Giuseppe si mostra non solo come un uomo giusto e timorato di Dio, ma anche come un fedele cittadino, pronto ad adempiere le proprie responsabilità civili. È attento e responsabile nel suo compito, tanto da portare con sé Maria, la quale era prossima al parto.
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Triduo di San Giuseppe
Riflessione del primo giorno – 16 marzo 2006
Come abbiamo ascoltato dal Vangelo, Giuseppe era un uomo giusto. Nella società ebraica del tempo, "giusto" era colui che rispettava la Legge di Mosè. Dobbiamo quindi supporre che Giuseppe fosse un uomo osservante della Legge, e per questo si distingueva dagli altri.
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